La prossima estate sembra ancora lontana quindi noi, da bravi italiani, mettiamo l’idea di vacanza nel cassetto per poi ritoglierla fuori in primavera o, addirittura, in estate inoltrata.
La moda del Last Minute ci ha dato una ulteriore ragione per congelare la scelta di quello che è sicuramente uno dei momenti più piacevoli dell’anno.
Questa soluzione, però, diventa molto rischiosa quando la destinazione dei sogni è la Sardegna.
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Cari appassionati viaggiatori,
Il 26 ottobre del 2004 pubblicammo la prima versione del progetto Sardinia Open Voucher con l’obiettivo di proporvi una Sardegna diversa.
Avevamo il desiderio di farvi conoscere la nostra isola più autentica, lontano dal caos e dai fasti estivi.
Farvi conoscere i momenti di vita quotidiana che sono tradizione, gli angoli di una terra antica di millenni, i colori e i profumi che possono essere apprezzati nella tranquillità dell’autunno e della primavera.
E quale miglior incentivo dell’offrirvi un auto e il pernottamento in hotel a un prezzo accessibile a tutti?
E quale miglior idea dell’ organizzare un itinerario in completa libertà?
Quando come “bassa stagione” per la Sardegna, si definisce quel periodo che va dall’autunno alla primavera, si usa una definizione riduttiva che può essere adatta solo se lo si vuole identificare in relazione alle esigenze del turista.
Ma se parli di questo stesso periodo ad un viaggiatore allora la definizione non è certo appropriata, anzi.
Se si vuol vivere l’esperienza di un viaggio attivo e conoscitivo la Sardegna non ha alte o basse stagioni.
Piuttosto l’isola si presenta nei due momenti diversi come fossero due luoghi diversi.
Cambiano i colori e i ritmi sono più lenti.
Settembre si porta via la Sardegna giocosa dell’estate, rumorosa e vestita di colori forti, per lasciarne una rilassata, silenziosa e pronta per essere coccolata dalla vita tranquilla del suo popolo.
L’altra faccia della Sardegna che non vedi nei depliants.
La Nostra Sardegna
incorporato da Embedded Video
Raccontare di un mondo così vario non è facile, anche se ci vivi.
Sono certo che sono pochissimi i sardi che conoscono veramente la propria isola. Troppo grande, troppo diversa, troppo mutevole nei diversi periodi dell’anno.
Volevamo realizzare un piccolo video che, attraverso le fotografie, potesse dare una precisa idea dell’Isola ma ci è risultato impossibile. Ogni immagine, per quanto bella, è testimonianza di un luogo o un particolare specifico nello spazio di un semplice istante.
Era una giornata di ottobre, ma qui l’estate sembra non volersene andare mai. Ti rendi conto che è finita solo perché sei circondato dalla quiete e trovi parcheggio ovunque vai.
Quando siamo arrivati nella grande spiaggia di Chia non eravamo certo in tenuta da mare. Abito e scarpe eleganti sono quanto di meno adatto per visitare questo posto. Le poche macchine ferme nel parcheggio facevano presagire che avremmo trovato solo pochi fortunati. E infatti così era.
Nascosta tra le enormi dune di sabbia, la spiaggia era grande e bellissima, ci accoglieva rilassata ed elegante nel suo vestito di seta dorato, senza una piega e come appena stirato.
Anche se sei abituato alle emozioni forti e, in fatto di paesaggi hai il palato fino, il panorama che ti si stampa davanti agli occhi quando sali sulla torre di Chia è di quelli che ti lasciano senza respiro.
Ruoti per 360 gradi e non riesci a riprendere fiato, come se, chi lo ha disegnato sia stato colpito da una frenesia compulsiva che lo porta a dipingere meraviglie senza soluzione di continuità. Non c’è un inizio non c’è una fine, come quando stai col naso in su a guardare la Cappella Sistina.



