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Se siete amanti della pesca e del mare vi suggeriamo di trascorrere le vostre vacanze in Sardegna in un posto molto particolare: l’Isola Rossa. Si tratta di una bellissima località turistica e balneare situata di fronte al golfo dell’Asinara (Sardegna Nord-Occidentale), situata in prossimità di diversi siti archeologici – tra i più importanti del nord Sardegna – e poco distante dalle località più famose della Costa Smeralda. Il paese, abitato prevalentemente da pescatori, si trova in prossimità di lunghi arenili di finissima sabbia bianca, circondati da scogliere di granito rosso che creano con il mare contrasti unici, rendendo al visitatore scenari naturali indimenticabili, soprattutto in primavera e d’estate.

Oggi vorremmo suggerirvi per le vostre vacanze in Sardegna un’altra perla della terra del mare e del vento: Santa Teresa di Gallura, un paesino sulla costa nord della Sardegna posto ai confini della Gallura e particolarmente ricercato dai turisti che desiderano raggiungere facilmente la costa est (che tocca le innumerevoli località della Costa Smeralda) e la costa ovest (Alghero e Bosa, l’Isola dell’Asinara, Stintino). La sua posizione a metà strada tra Olbia e Sassari, risulta essere particolarmente adatta per gli spostamenti di questo tipo. Per offrirvi una panoramica di questo luogo, vi segnaliamo le tante soluzioni per il vostro soggiorno, si contano infatti innumerevoli appartamenti ed hotel a Santa Teresa di Gallura; ricordiamo che il centro cittadino sorge nell’insenatura naturale di Porto Longonsardo e la costa nei dintorni si caratterizza per la sua particolare conformazione rocciosa dovuta a spuntoni di roccia granitica, variamente modellati dal sole e dal vento. Il granito venne utilizzato anche dai romani ed in seguito dai pisani, per costruire edifici e abitazioni. Il paese è stato interamente ricostruito in epoca sabauda; oggi si presenta ordinato, ben curato ed accogliente: i suoi localini romantici, le pizzerie e discoteche ne fanno meta di giovani, coppie e famiglie in cerca di divertimento e relax.

Oggi per darvi un orientamento sulle vostre vacanze in Sardegna vorremmo parlarvi di un’altro centro dell’isola divenuto negli ultimi anni meta di turisti, amanti non solo del nostro bel mare smeraldo e dei confort offerti dagli hotel in Sardegna, ma anche delle sue tradizioni ed usanze tipiche che la caratterizzano:  Badesi, paesino della Gallura situato ai confini con il territorio dell’Anglona risalente al 1700. Inizialmente abitato da una comunità di persone dedite alla pastorizia si è poi sviluppato per diventare ormai importante centro turistico, che ospita alcuni tra gli hotel in Sardegna più all’avanguardia per i servizi offerti alla clientela. Bellissime le spiagge del litorale del paese: Li Cossi e Badesi Mare: lunghi arenili di sabbia bianca che si estendono per chilometri, attraversate dalla foce del fiume Coghinas, uno dei più importanti della Sardegna. Le dune, di sabbia finissima, sono ricoperte di ginepri e all’orizzonte si scorge in lontananza l’isola dell’Asinara. Grazie alla sua esposizione al vento di maestrale, questo litorale è meta ideale, durante tutto l’anno, degli amanti del surf a vela.
La costa di Badesi, inoltre, è stata recentemente dichiarata “sito di interesse comunitario”, per la ricchezza della flora e le peculiarità della fauna, particolarmente i volatili stanziali e migratori che nidificano in mezzo ai canneti delle rive del fiume Coghinas e delle isolette fluviali. Ma anche il resto del territorio del comune è attraente e soprattutto assai vario, con colline ricoperte di fitta vegetazione e terreni pianeggianti a carattere sabbioso, in cui crescono rigogliosi vigneti, da cui si ricava il prestigioso e pluripremiato Vermentino di Gallura (DOCG). Nel mese di maggio si svolge a Badesi il Trofeo Magrini di surfcasting, gara di livello internazionale di pesca da riva. Il 3-5 giugno ha luogo invece la festa patronale del Sacro Cuore.
Durante l’estate Badesana si svolgono la maggior parte di manifestazioni tra feste e sagre tipiche che culminano in due importanti appuntamenti: la Sagra Gastronomica (8 agosto) con la degustazione di piatti tipici e specialità galluresi e la sfilata del carnevale estivo (13 agosto) con simpatici e suggestivi carri allegorici.

Le vostre vacanze in Sardegna potrebbero assumere un sapore particolare se vi capita di prenotare in qualche hotel a Cagliari. A poche decine di kilomentri si trova Gergei: un piccolo paesino del Sarcidano posto in una vallata, confinante a nord con la Giara di Serri e il monte Trempu, a sud con le fertili colline dove si produce dell’ottimo olio e ad ovest con il Rio Mannu.
Il paese ha origini che risalgono al neolitico, come indica la presenza di alcune domus de janas, mentre nel periodo nuragico gli abitanti costruirono villaggi intorno ai nuraghi Santu Perdu e Santa Maria, forse abitati fino all’epoca medioevale. Secondo un’antica leggenda furono gli abitanti dei villaggi nuragici che diedero vita al paese di Gergei, raccolto intorno alla chiesa parrocchiale e alla chiesetta di Sant’Impera. Ne abbiamo notizia scritta fin dal 1358 epoca in cui fu fondata la chiesetta di Santa Greca. Al centro del paese è possibile visitare la chiesa di San Vito Martire del 1500 ed al suo interno sono custodite opere d’arte raffiguranti il Cristo, la Madonna e Santi, ed il Retablo di Santa Maria del 1600, attribuiti all’artista Antioco Mainas. Come tutti i paesi della Sardegna anche Gergei possiede la sua chiesetta campestre di San Salvatore, mentre nei pressi se ne trovano altre tre ormai in disuso: S. Lucia, S. Vittoria e S. Pietro.È d’obbligo una visita a Gergei per chi volesse assaggiare o acquistare il rinomato olio che si produce in questo paese, ottenuto da olive “Mallocria”, una varietà particolare coltivata solo nel territorio gergeese. Quest’olio ha ottenuto riconoscimenti ambiti e Gergei fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, cui aderiscono 250 comuni italiani produttori delle migliori qualità di olio d’oliva. Il 3 febbraio i gergeesi festeggiano San Biagio (Santu Brai): i bambini portano in chiesa affinché sia benedetto un grappolo di frutti chiamato “su sessineddu”, dal nome dell’erba palustre (su sessini) con cui questi frutti sono legati insieme.

Se volete un valido percorso alternativo alle vostre vacanze in Sardegna nella zona sud Occidentale dell’isola potete pensare di visitare il Museo del Carbone nei pressi di Carbonia. Il sito minerario di Serbariu che entrò in funzione dal 1937 fino al 1964, è uno dei pilastri della storia dell’economia della zona del Sulcis-Iglesente e rappresentò in quegli anni una risorse energetica per l’Italia molto importante. Attualmente l’area e gli edifici interessati sono stati interamente ristrutturati allo scopo di creare un centro culturale e didattico, valorizzando in tal modo il sito e le strutture minerarie. Così è nato il “Museo del Carbone” che comprende tre sezioni: la lampisteria, la galleria sotterranea e la sala argani. Nella lampisteria trova la sua sede l’esposizione sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia; il locale propone ai visitatori una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori. La galleria sotterranea propone l’evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni ’30 fino alla conclusione dell’attività, attraverso ambientazioni dei licali dell’epoca con attrezzi originali e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive. Infine troviamo la sala argani che conserva le grandi ruote dell’argano con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone. L’allestimento include inoltre vetrine tattili con diverse tipologie di lampade, caschi e frammenti di carbone estratto nella miniera.
Nel 2006 prende vita il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC): associazione tra il Comune di Carbonia e il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna che si prefigge l’obiettivo di gestire e valorizzare il sito della Grande Miniera di Serbariu.

Le Vacanze in Sardegna possono portarvi a conoscere non solo bellissime località marine ma anche le tradizioni di una terra antichissima. Espressione particolarmente bella e suggestiva di tali tradizioni sono i dolci tipici, molti dei quali sono fatti con ingredienti provenienti da questi luoghi, quali le mandorle e il miele; ne esistono varietà infinite a seconda della zona di provenienza.

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Particolare di un cuoricino sardo

Ad esempio, in diversi centri del Nuorese è tradizione sempre viva quella di offrire agli sposi un dolce a forma di cuore a base di mandorle e miele, aromatizzato talvolta con buccia d’arancia.
Il cuore viene offerto anche ai testimoni, ai padrini, ai genitori della coppia come segno di buon augurio e di ringraziamento per la partecipazione alla festa.

Chi trascorre le Vacanze in Sardegna nel 2010 non può non trascorrere almeno una giornata in quel tratto di costa che da Orosei arriva a Cala Gonone, fino a raggiungere capo Monte Santo: in tal modo può ammirare tra i più bei paesaggi dell’isola che caratterizzano da sempre queste zone, ed in particolare, le perle del Mediterraneo: le spiagge di Cala Mariolu e Cale Goloritzè. Ma perchè è così incredibilmente suggestivo questo tratto di costa?